
La Proposta di Legge 3288/26 crea un sistema di indirizzi digitali basato su informazioni GPS per facilitare la localizzazione di case, comunità e enti pubblici in aree che non hanno un indirizzo tradizionale o che si trovano in zone remote o difficili da raggiungere.
La misura mira a facilitare l'accesso a queste popolazioni a servizi essenziali, come sanità, istruzione, sicurezza e assistenza sociale. La proposta, in fase di analisi alla Camera dei Deputati, istituisce la Politica Nazionale di Cittadinanza Territoriale Digitale per Aree Rurali, Remote e di Difficile Accesso.
La politica dovrà dare priorità all'Amazzonia, alle regioni di confine e ai comuni di piccole dimensioni. Avranno anche priorità comunità indigene, territori quilombolas, insediamenti rurali e popolazioni fluviali.
L'onorevole Duda Ramos (Pode-RR), autore del progetto, afferma che la mancanza di un indirizzo adeguato può contribuire all'esclusione sociale. Secondo lui, il problema rende difficile l'intervento di ambulanze e vigili del fuoco e pregiudica anche l'accesso dei produttori agricoli al commercio elettronico.
"La trasformazione digitale non può replicare le disuguaglianze territoriali storiche del Paese. Al contrario, deve funzionare come strumento di integrazione", ha affermato.
Prossimi passaggi
La proposta sarà analizzata,in modo conclusivo, dalle commissioni di Scienza, Tecnologia e Innovazione; di Integrazione Nazionale e Sviluppo Regionale; di Diritti Umani, Minoranze e Uguaglianza Razziale; dell'Amazzonia e dei Popoli Originari e Tradizionali; di Finanze e Tributazione; e di Costituzione, Giustizia e Cittadinanza.
Per diventare legge, il testo deve essere approvato dalla Camera e dal Senato.
