
Donna tessitrice. (Foto: Divulgazione)
La linea passa tra le dita, tra le aghi, tra il telaio e anche tra il cuore. Quando si incrocia con altre, dà origine a disegni, motivi, decorazioni e, spesso, senza che se ne accorga, porta con sé i sentimenti di chi la guida. Nel corso del mese di settembre, ilForum della Cultura dell'UFJFSi intreccia con l'arte delle trame, dei tessuti e dei ricami, presentando al pubblico la mostra "Tra linee e affetti", in programma al Museo di Cultura Popolare.
Cercando di valorizzare e evidenziare la ricchezza di queste pratiche manuali, in gran parte realizzate da donne, la mostra presenta merletti, ricami, coperte tessute al telaio, lavori a maglia e piccole sculture realizzate da artigiane. Più che oggetti, questi elementi portano con sé storie e rappresentano importanti manifestazioni dell'arte, della cultura e delle tradizioni popolari.
La figura dell'artigiana del merletto, vale la pena sottolineare, fa parte dell'immaginario popolare brasiliano e simboleggia la trasmissione di conoscenze che attraversano le generazioni. Per molte donne, questa attività rappresenta anche una importante fonte di reddito e, in alcuni casi, costituisce l'unica forma di sussistenza per le loro famiglie.
Tra gli oggetti presentati, ci sono le cuscini di merletto. In Brasile, il merletto di bilros è una delle tecniche con la maggiore estensione geografica. Il lavoro viene eseguito su un cuscino cilindrico, appoggiato su un supporto in legno e posizionato all'altezza appropriata per l'artigiana. Generalmente riempiti con materiali come paglia, erba o cotone, questi cuscini sono rivestiti con tessuti di colori neutri, in modo da non interferire con la vista durante la realizzazione.
Il processo viene generalmente eseguito con materiali naturali. I bilros sono piccoli oggetti in legno in cui i fili vengono avvolti per formare la trama. Sopra il cuscino, viene posizionato un modello di cartone, fissato con graffette - tradizionalmente, venivano utilizzati anche aghi. La scelta di questi materiali è legata alla stessa storia dell'attività: dato che i merletti venivano spesso realizzati sulla spiaggia, gli aghi di metallo finivano per arrugginire a causa del sale.
L'arrivo nel territorio brasiliano attraverso le donne portoghesi, la renda di Bilros ha sviluppato caratteristiche proprie in diverse regioni del paese. La tecnica ha assunto nuove configurazioni in base alle usanze e alle culture di ogni località, rivelando identità e modi di fare tipicamente brasiliani.

Donna artigiana – Madeira – Caruaru (PE). (Foto: Divulgazione)
Anche i tappeti e le coperte realizzate a partire da ritagli di tessuto, che formano mosaici unici, attirano l'attenzione. Ogni pezzo di tessuto ha una sua origine: può essere un lembo di vestito floreale che non è più utilizzato, la tasca di un paio di jeans fuori uso o anche un metro di tessuto acquistato che è rimasto inutilizzato.
Merita inoltre attenzione una coperta in cotone realizzata più di 110 anni fa da Maria das Dores Nascentes, a Patos de Minas. Prodotta su tela, un dispositivo manuale utilizzato nella tessitura di fili, l'opera presenta delicate tonalità di blu, giallo e rosso.
Più che osservare le tecniche e gli oggetti stessi, la mostra invita il visitatore a immaginare chi ha prodotto ogni oggetto, chi ha utilizzato quelle coperte, in quali momenti sono stati realizzati i ricami e quali storie potrebbero essere nascoste nei loro fili. Sono stati realizzati su un balcone al tramonto? In una stanza di una piccola comunità nelle zone rurali brasiliane? È in questa possibilità di immaginare e ricostruire i ricordi che risiede parte della magia della mostra museale.
Le opere esposte provengono da Juiz de Fora, Passos, Belo Horizonte e Patos de Minas (MG); Florianópolis (SC); Guaratinguetá (SP); Caruaru (PE) e Teresina (PI). La diversità di origini dimostra come le arti del intreccio, del tessitura e del ricamo siano presenti in diverse regioni del paese e integrino, in modo profondo, le manifestazioni della cultura popolare brasiliana.
Per Franciane Lúcia, conservatrice e restauratrice di beni culturali del Forum della Cultura, l'esposizione preserva più che oggetti. "Quando osserviamo un tessuto ricamato, un pezzo intrecciato o un merletto, non siamo di fronte solo a un oggetto artigianale. Siamo di fronte a un registro di memoria, conoscenza e identità, in cui mani, materiali, tecniche e storie si intrecciano", riflette. "Speriamo che, visitando il museo, le persone possano anche immergersi e immaginare le storie e le situazioni di chi ha prodotto ciascuna delle opere", aggiunge.
L'esposizione "Tra linee e affetti" prosegue fino al 25 settembre, con visita gratuita, da lunedì a venerdì, dalle 13:00 alle 16:00.
Ulteriori informazioni sulle trame
La produzione di tessuti, intrecci e ricami si mescola alla stessa storia dell'umanità. Molto prima dell'emergere delle fabbriche e dei processi industriali, diversi popoli sviluppavano modi per trasformare le fibre naturali in oggetti destinati all'abbigliamento, alla protezione del corpo, alla decorazione e ai rituali. Queste conoscenze sono state trasmesse di generazione in generazione, si sono incrociate tra diversi popoli e rimangono, fino ad oggi, come alcune delle più significative espressioni della creatività umana.
Fibre come cotone, lino, lana, seta e fibre vegetali venivano trasformate attraverso processi come filatura, tessitura, intreccio, cucito e ricamo. Queste pratiche, tuttavia, non avevano mai avuto solo una funzione utilitaria: trasmettevano anche conoscenze ancestrali ed esprimevano identità, credenze, costumi e forme di organizzazione sociale.
Gli intrecci, ad esempio, si trovano in cesti, stecche, borse, reti e altri oggetti prodotti da fibre vegetali. I ricami e i tessuti, invece, possono presentare colori, motivi e simboli in grado di identificare comunità, regioni o momenti specifici della vita, come feste, matrimoni, riti religiosi e celebrazioni.
In Brasile, questa tradizione raccoglie influenze di diverse matrici culturali, in particolare indigene, africane ed europee, che si sono incontrate, trasformate e, nel corso del tempo, hanno dato origine a una vasta diversità di saperi e modi di fare. Tecniche artigianali sono state preservate, adattate e reinventate, rimanendo vive in oggetti che aiutano a raccontare la storia e a esprimere la ricchezza della cultura popolare brasiliana.

