Porto Alegre: L'uomo denunciato dal MPRS è stato condannato per stupro, minacce e violenza domestica dopo che un'indagine ha rivelato una serie di abusi

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11/09/2026 às 21:0394 visualizzazioni
Ministerio Publico do Rio Grande do Sul
11/09/2026 15:27 Camila

La testimonianza accesa di una donna ha permesso la condanna a 8 anni, 9 mesi e 25 giorni, in regime di detenzione iniziale, di un uomo per i reati di violenza sessuale, lesioni e minacce, commessi in un contesto di violenza domestica e familiare nei confronti della donna, nel periodo compreso tra il 24 e il 28 aprile 2023, a Porto Alegre.

Dopo un'attenta indagine, la procura ha presentato un emendamento all'atto d'accusa per includere i reati di violenza sessuale commessi contro la vittima e ha nominato come testimoni altre due donne che hanno affermato di essere state anch'esse vittime dell'imputato in altre occasioni, rivelando così un modello di comportamento reiterato caratterizzato da controllo, isolamento, intimidazione e violenza fisica, psicologica e sessuale, evidenziando il modus operandi utilizzato dall'imputato per realizzare i reati. Secondo le indagini, l'uomo utilizzava, inoltre, come strumento di terrore, il fatto di essere stato processato per la morte del proprio padre, per sottomettere la vittima alla sua volontà.

Una delle testimoni, anch'essa vittima dell'imputato, ha raccontato con grande emozione di essere stata violentata all'età di soli 15 anni. Ciò ha attirato l'attenzione della procuratrice Rejane Vieira e Silva, che ha gestito il caso, in particolare il fatto che "sia la vittima che le altre due donne, ascoltate come testimoni, ma anch'esse vittime dello stesso aggressore in altri momenti, abbiano impiegato alcuni giorni per riferire le violenze subite ai propri amici o familiari, confermando che le relazioni caratterizzate da violenza di genere a livello domestico e familiare non sono solo caratterizzate da violenza fisica, ma soprattutto dal comportamento che ha la capacità di erodere, in modo continuo e insidioso, l'autonomia e la sicurezza della vittima, configurando un attacco sistematico alla sua dignità".

Per la procura, "questo attacco alla dignità della vittima di violenza di genere è facilitato dal contesto fattuale in cui si trova, di estrema vulnerabilità, socialmente costruito, che la porta spesso a dubitare della propria sanità mentale, a causa di questo processo strutturato di manipolazione psicologica e sociale, noto come "gaslighting strutturale", che fa sì che interiorizzi la colpa e minimizzi la violenza subita, rimanendo in un ciclo di manipolazione, ricatto e sottomissione alla volontà dell'aggressore".

Ancora, come Rejane, la tesi difensiva dell'imputato consisteva nell'affermazione che il rapporto sessuale fosse stato consensuale, affermando inoltre che: "attualmente, è molto facile per una donna avere rapporti sessuali con un uomo e successivamente accusarlo di stupro".

La pena dettagliata imposta dal tribunale all'imputato per i reati di stupro, lesioni e minacce commessi in contesti di violenza domestica e familiare contro la donna, è stata di 8 anni, 8 mesi e 3 giorni di reclusione, 1 mese e 5 giorni di detenzione e 17 giorni di prigione semplice, in regime iniziale chiuso.


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Ministerio Publico do Rio Grande do Sul
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