
La Proposta di Legge 3002/26 stabilisce le regole per la pulizia dei pascoli nelle aree rurali consolidate, disciplina l'autodeclarazione ambientale dei produttori agricoli e fissa i limiti per l'attività degli enti ambientali.
La proposta definisce la pulizia del pascolo come la gestione della vegetazione secondaria in un'area precedentemente occupata da attività agricole, ovvero senza deforestazione o rimozione della vegetazione nativa.
La pulizia dei pascoli può essere effettuata senza autorizzazione ambientale preventiva nelle seguenti situazioni, che sono cumulative:
- l'area rurale consolidata già essere stata utilizzata per l'agricoltura o l'allevamento;
- la vegetazione presente essere principalmente secondaria o invasiva (non essere una foresta originaria);
- non esserci vegetazione primaria né uno stadio avanzato di rigenerazione naturale;
- non essere sovrapposta alla Riserva Legale o all'Area di Preservazione Permanente;
- esistere continuità di attività agro-zootecnica;
- L'immobile continuerà ad essere utilizzato per le stesse finalità; e
- Non ci saranno interventi che comportino la distruzione di vegetazione nativa primaria né l'espansione delle aree produttive.
Dichiarazione ambientale auto-redatta
Secondo la proposta, il proprietario potrà effettuare la pulizia dell'area pascolabile tramite una dichiarazione ambientale e avviare immediatamente la gestione. La dichiarazione deve includere l'identificazione dell'immobile, la mappa georeferenziata e la registrazione nel Cadastro Ambiental Rural (CAR).
Il controllo successivo alla pulizia sarà facoltativo e l'analisi tecnica potrà essere effettuata solo in caso di indicazione di irregolarità. La dichiarazione di conformità sarà automaticamente validata se gli enti ambientali non si esprimessero entro 90 giorni dal procedimento.
Il testo vieta agli enti ambientali di richiedere permessi o autorizzazioni preliminari e di applicare sanzioni o sequestri senza la realizzazione di un'ispezione tecnica in loco.
Criteri oggettivi
L'autore del progetto, l'onorevole José Medeiros (PL-MT), afferma che la mancanza di criteri oggettivi per la pulizia dei pascoli fa sì che la pratica venga trattata in modo errato come deforestazione illegale dalle autorità.
"La pulizia dei pascoli in aree consolidate non costituisce deforestazione, ma piuttosto gestione agricola di mantenimento, essenziale alla preservazione dell'attività produttiva e alla riqualificazione di aree già antropizzate", ha spiegato.
Prossimi passaggi
La proposta sarà analizzata, incarattere conclusivo, dalle commissioni di Agricoltura, Pecuaria, Approvvigionamento e Sviluppo Rurale; di Ambiente e Sviluppo Sostenibile; e di Costituzione, Giustizia e Cittadinanza.
Per diventare legge, il testo deve essere approvato dalla Camera e dal Senato.
