
La Proposta di Legge 3227/26 prevede che l'Esame Nazionale del Secondo Grado (Enem) valuti sia le materie comuni che quelle dell'area di specializzazione (percorso formativo) che lo studente ha scelto durante il liceo, inclusa la formazione tecnica e professionale. La proposta è in fase di analisi alla Camera dei Deputati.
Per gli studenti del ensino tecnico, l'Enem avrà prove specifiche rivolte alla loro area di formazione. Queste domande seguiranno il Catalogo Nazionale dei Corsi Tecnici, documento ufficiale del Ministero dell'Istruzione che standardizza l'istruzione professionale nel paese e definisce cosa lo studente deve sapere per diplomarsi.
Secondo la proposta, i risultati che gli studenti del ensino tecnico otterranno in questa parte specifica dell'esame non saranno solo per l'ammissione all'università, ma potranno essere utilizzati dal governo per valutare la qualità delle scuole e dei corsi tecnici offerti nel paese.
In difesa, l'autrice, la deputata Tabata Amaral (PSB-SP), ha sostenuto che non è "juridicamente coerente" mantenere il Enem separato dal curriculum attuale. Per lei, la modifica "riduce le disuguaglianze tra i diversi percorsi e conferisce maggiore visibilità all'istruzione tecnica".
Attualmente, il Enem valuta esclusivamente la formazione generale di base, suddivisa in quattro aree del sapere e un esame di scrittura. L'esame richiede lo stesso contenuto standardizzato a tutti i candidati, senza considerare l'area di approfondimento scelta nella scuola.
Il testo stabilisce che il governo federale avrà un anno per adottare le modifiche al Enem. Uno dei punti da definire è la matrice di riferimento, che consiste in un elenco delle competenze e delle abilità che le domande devono richiedere allo studente.
Dato che il progetto prevede l'inclusione dell'istruzione tecnica, il MEC dovrà creare una matrice che guidi gli insegnanti su come elaborare domande specifiche sul contenuto professionale.
Prossimi passi
Il progetto sarà analizzato incarattere conclusivodalle commissioni di Educazione e di Costituzione, Giustizia e Cittadinanza. Per diventare legge deve essere approvato dalla Camera e dal Senato.
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