Mandati di procura, processi, trattenute indebite di valori di permessi giudiziari e prestiti contratti senza la conoscenza delle vittime. Questo è lo scenario indagato dal Ministério Público do Rio Grande do Sul (MPRS) e dalla Polizia Civile nell'"Operação Mallus Doctor 3", realizzata venerdì 11 settembre per accertare nuove frodi elettroniche contro anziani, riciclaggio di denaro, esercizio illegale della professione legale, coercizione nel corso del processo e sfruttamento di giochi d'azzardo. Sono stati eseguiti tre mandati di perquisizione e sequestro a Porto Alegre per raccogliere documenti, apparecchi elettronici e altri elementi che possano aiutare nelle indagini.
Sono al centro di indagini in corso, con il supporto dell'Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB), un avvocato e due membri della sua famiglia. In tutte le indagini, vengono inoltre indagate altre persone. Finora, le altre azioni intraprese hanno portato a tre denunce da parte del MPRS, che sta indagando sulle attività di un gruppo che continua a svolgere attività illecite anche dopo le misure giudiziarie adottate in indagini precedenti. Il procuratore Mauro Rockenbach, del Procurato Speciale Criminale di Porto Alegre, e la delegata Tatiana Bastos, responsabile della 2ª Sezione di Polizia della Capitale, hanno coordinato l'operazione.
L'indagine rivela che il gruppo utilizzava procure, accesso a sistemi processuali, aziende e persone legate agli indagati per continuare le attività sotto inchiesta. Le indagini di questa nuova fase mirano a chiarire l'estensione dei comportamenti, identificare eventuali beneficiari e preservare le prove relative ai reati investigati. Il caso coinvolge oltre 170 vittime e, secondo le indagini, si stima un danno di 50 milioni di reais. Venerdì sono state sequestrate circa 150.000 reais, procure firmate in bianco, altri documenti e supporti elettronici.
SCOPERTA DI NUOVE FATTIS
La decisione giudiziaria ha autorizzato il sequestro e l'analisi di computer, telefoni cellulari, documenti cartacei e digitali, registri finanziari e altri materiali di interesse investigativo. Secondo quanto em trovato finora, sono inoltre accertate l'uso improprio di credenziali di terzi nei sistemi giudiziari, movimentazioni patrimoniali tramite familiari e tentativi di interferenza nella produzione di prove. L'indagine ha inoltre evidenziato una proposta di pagamento mensile di 5.000 R per far assumere formalmente a un'avvocata processi e riserve di parcelle legate al gruppo.
COME FUNZIONAVA LO SCHEMA
Secondo le indagini, il gruppo utilizzava procure e sub-procure per gestire azioni giudiziarie e mantenere una struttura parallela di assistenza legale. Le indagini indicano inoltre l'avvio di processi senza l'autorizzazione valida dei clienti, inclusa l'uso di procure irregolari, l'appropriazione di valori relativi a cause giudiziarie e la ritenzione impropria di risorse provenienti da ordini giudiziari. In diversi casi investigati, le vittime non avevano nemmeno conoscenza dell'esistenza dei processi o del fatto di averli vinti, lasciando di ricevere valori a loro dovuti. In indagini precedenti, è stato inoltre identificato un modello in cui i clienti credevano di ricevere indennizzi derivanti da cause giudiziarie quando, in realtà, venivano stipulati prestiti a loro nome, causando danni alle vittime e alle istituzioni finanziarie.









