Il Tribunale del Giudizio Popolare di Tapejara ha condannato, il 11 settembre, un uomo accusato dall'Ufficio di Accusa dello Stato di Rio Grande do Sul di omicidio di sua moglie. La pena è stata fissata a 75 anni di reclusione, in regime di massima. Il crimine è avvenuto il 25 novembre 2024, data che segna la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne.
Secondo l'accusa del MPRS, la vittima è stata uccisa con coltelli all'interno della casa del coppia. Il crimine è stato commesso di fronte ai due figli, che all'epoca avevano 6 e 8 anni. I giudici hanno accolto la tesi presentata dall'accusa e hanno riconosciuto il femminicidio, oltre alle cause di aggravamento legate all'atto che ha reso più difficile la difesa della vittima e al fatto che l'omicidio sia stato commesso in presenza dei discendenti della donna.
L'avvocato pubblico Albino Romero Junior ha sostenuto la posizione del MPRS in aula. Per lui, la condanna rappresenta una risposta ferma alla violenza contro le donne e alla gravità dei fatti. "La decisione dei giudici riconosce la gravità estrema del reato e ribadisce l'importanza di contrastare la violenza di genere, in particolare nei casi che coinvolgono l'intera struttura familiare e lasciano profonde cicatrici alle vittime indirette, come i figli", ha sottolineato.
Nella sentenza, la giustizia ha considerato la gravità delle circostanze del crimine, sottolineando che i bambini hanno assistito all'omicidio della madre e sono rimasti orfani a causa del comportamento del proprio padre. La sentenza ha anche evidenziato le conseguenze della perdita per i figli, privati del contatto, della cura e del riferimento materno in una fase importante dello sviluppo. L'imputato, che era già in custodia cautelare, ha visto confermata la sua detenzione e non potrà appellare la sentenza in libertà.

