
La Proposta di Legge 1618/26 stabilisce le linee guida affinché l'offerta di istruzione tecnica e professionale sia basata sulle vocazioni economiche regionali e sulle esigenze del settore produttivo locale. Il testo è in fase di analisi alla Camera dei Deputati.
Secondo la proposta, i sistemi di istruzione dovranno cercare di integrarsi con le attività produttive predominanti in ogni località, con particolare attenzione alla formazione pratica, all'occupabilità e all'imprenditorialità.
"Attualmente, c'è uno squilibrio tra la qualificazione professionale offerta e le reali esigenze del mercato", afferma l'autore della proposta, l'onorevole Mauricio del Vôlei (PL-MG).
Formazione pratica e collaborazioni
Il progetto prevede la collaborazione tra governo federale, stati e comuni per ampliare l'offerta formativa nelle aree interne e nelle regioni con minore assistenza. Il testo autorizza inoltre partnership e convenzioni con aziende, cooperative e enti.
La proposta prevede modelli di formazione tecnica integrata, programmi di apprendistato, corsi nel modello duale (teoria e pratica) e l'erogazione di certificazioni intermedie.
La priorità nell'assistenza dovrà essere data ai comuni rurali, alle regioni con il minor indice di sviluppo economico e alle aree strategiche, come l'agricoltura, l'industria, la tecnologia e i servizi essenziali.
Passi successivi
Il progetto sarà analizzato, incarattere decisivo, dalle commissioni del Lavoro; dell'Istruzione; e di Costituzione e Giustizia e di Cittadinanza.
Per diventare legge, dovrà essere approvato dalla Camera dei Deputati e dal Senato.
Scopri di più sulla procedura di approvazione delle leggi.
