Una passeggera che ha subito una caduta all'interno di un autobus del trasporto pubblico di Fortaleza dovrà essere risarcita con 10.000 R$ per danni morali e 184,56 R$ per danni materiali, a seguito dell'incidente che ha aggravato un problema ortopedico preesistente e compromesso la capacità lavorativa della vittima. La condanna dell'azienda Viação Urbana Ltda. è stata confermata dalla 6ª Camera di Diritto Privato del Tribunale di Giustizia del Ceará (TJCE), con la presidenza della giudice Maria Marleide Maciel Mendes.
Nel processo, la passeggera ha affermato di aver subito la caduta a causa della manovra del conducente dell'autobus, nei pressi dell'Ospedale Generale di Fortaleza. L'incidente ha causato lesioni al viso e al ginocchio, oltre a una frattura in uno dei piedi.
La vittima ha intentato una causa di risarcimento contro la Viação Urbana, chiedendo il risarcimento per i danni materiali e per i danni morali derivanti dall'incidente. La 38ª Vara Civile della Comarca di Fortaleza ha condannato l'azienda al pagamento di 10.000 R$ per danni morali e di 184,56 R$ per danni materiali, relativi alle spese mediche.
La Viação Urbana ha fatto appello della sentenza sostenendo l'inesistenza di un difetto nella prestazione del servizio e che la passeggera avrebbe dormito durante il tragitto e non avrebbe utilizzato le barre di supporto dell'autobus. Ha inoltre sostenuto l'inesistenza di un nesso causale tra la condotta del conducente e i danni, oltre a chiedere la riduzione dell'indennizzo fissato dalla Vara.
Analizzando l'appello (n. 0224318-86.2021.8.06.0001), la relatora ha sottolineato che la relazione tra passeggeri e aziende di trasporto è regolata dal Codice di Difesa del Consumatore, il che impone la responsabilità oggettiva al trasportatore per i danni causati durante la prestazione del servizio. Secondo la giudice, il contratto di trasporto prevede la cosiddetta clausola di incolumità, che obbliga l'azienda a trasportare il passeggero in sicurezza fino alla destinazione finale.
La magistrata ha osservato inoltre che l'incidente all'interno del convoglio e le lesioni subite dalla passeggera sono state provate nel processo, e che l'autopsia medica ha accertato che il trauma causato dall'incidente ha aggravato una condizione ortopedica preesistente e ha contribuito al quadro di invalidità permanente successivamente riscontrato.
Per la relatrice, l'esistenza di un problema di salute preesistente non esclude la responsabilità del vettore quando l'incidente contribuisce al peggioramento della condizione clinica della vittima. Inoltre, non è stato dimostrato che la passeggera sia stata la causa esclusiva dell'incidente o che abbia contribuito in modo determinante alla sua occorrenza, motivo per cui è stata esclusa l'affermazione di colpa esclusiva o concorrente.
Per quanto riguarda i danni morali, la giudice ha spiegato che "derivano dalle conseguenze stesse dell'incidente subito dalla ricorrente, che superano i disturbi quotidiani e colpiscono direttamente la sua integrità fisica e sfera personale". La 6ª Camera di Diritto Privato ha confermato, all'unanimità, la condanna dell'azienda. Il ricorso è stato giudicato il 9 settembre di quest'anno, durante una sessione in cui sono stati esaminati altri 213 processi.
Oltre alla giudice Maria Marleide Maciel Mendes, il collegio è composto dalle giudici Jane Ruth Maia de Queiroga, José Tarcílio Souza da Silva (presidente), Francisco Luciano Lima Rodrigues e dalla giudice Miriam Porto Mota Randal Pompeu. Le sessioni si tengono il mercoledì, a partire dalle 9:00. I lavori sono segretariati dalla funzionaria Madeline Bezerra da Silva.
