Nella mattinata di venerdì (2), i giardini della Floricultura Scolastica Floresce, presso il Collegio Politecnico dell'UFSM, sono stati il palcoscenico di un incontro di celebrazione e riconnessione in onore della Giornata del Paisagista. L'attività ha riunito studenti di diversi semestri, ex-alunni, docenti attivi e in pensione per sperimentare la pratica della professione all'aperto e condividere percorsi legati al settore.

Celebrato ufficialmente il 4 ottobre, la Giornata del Paisagista riconosce i professionisti che articolano tecnica, arte e sensibilità per pianificare, coltivare e trasformare ambienti verdi. Ben oltre l'estetica, la professione svolge una funzione essenziale nella promozione del benessere sociale, nel comfort termico e nell'equilibrio ambientale urbano, trasformando piazze, giardini e aree di convivenza in spazi più umani, vivi e ricchi di significato.
L'evento è stato ideato per ampliare le dinamiche in aula e occupare i giardini del Laboratorio di Floricultura e Paisagismo, uno spazio in cui si sviluppa la produzione vegetale che alimenta il campus centrale dell'UFSM. Precedentemente limitate alle dinamiche in aula tra le stesse classi, le attività hanno acquisito una nuova dimensione occupando l'area esterna del laboratorio e integrando diverse generazioni legate alla formazione tecnica. L'incontro ha offerto un momento di riconnessione, convivenza all'aperto e condivisione di percorsi accademici e professionali.
Secondo il coordinatore del laboratorio, il professor Marcelo Antonio Zanoni, l'intenzione dell'organizzazione è quella di consolidare l'incontro e realizzare nuove edizioni negli anni a venire. La proposta della coordinazione è quella di invitare gradualmente più ex-alunni che sono già impegnati o che lavorano nel mercato del lavoro per presentare i loro progetti e condividere le loro esperienze pratiche con gli studenti attuali.
Oltre a celebrare la data festiva, l'iniziativa ha messo in evidenza il ruolo del Corso Tecnico in Paesaggistica dell'UFSM e il suo contributo alla formazione di professionisti qualificati e alla valorizzazione estetica degli spazi del campus. L'integrazione tra coltivazione vegetale, arte floreale e gestione commerciale ha rappresentato un esempio di apprendimento pratico sviluppato nel Politecnico.
Dalla serra al bancone: la Fioreria Scolastica Floresce come laboratorio di gestione

Uno dei principali punti di forza del corso è l'opportunità di vivere tutte le fasi della catena produttiva e commerciale del settore. Il coordinatore del laboratorio, il professor Marcelo Antonio Zanoni, spiega che la Fioreria Scolastica Floresce funziona come la "cecilie del pan" della struttura pedagogica del corso. Mentre il laboratorio è responsabile della coltivazione di piante in vaso, piantine, alberi, arbusti e fiori recisi, la Floresce permette allo studente di andare oltre la coltivazione e trasformare la materia prima in prodotti finali elaborati, dalla realizzazione e assemblaggio dei propri vasi e composizioni floreali fino alla creazione di decorazioni complete per ambienti.
Oltre alla tecnica di coltivazione, la Floresce opera come un ambiente reale di business, dove gli studenti imparano la gestione completa di un'attività commerciale. Sotto la supervisione dei docenti, gli studenti praticano la determinazione dei prezzi, la contabilità, la pianificazione delle vendite e l'assistenza diretta al pubblico. "Nel mondo del lavoro, non ti danno la possibilità di fare pratica o di sbagliare; qui, devi essere pronto fin dall'inizio", ha sottolineato Zanoni, evidenziando che l'esperienza pratica nella scuola prepara i futuri tecnici a intraprendere un'attività imprenditoriale in modo sicuro o a lavorare in aziende del settore.
Il coordinatore ha inoltre sottolineato la dimensione economica e umana dell'attività. Secondo il professore, la fioreria è uno dei campi delle scienze agrarie con maggiore redditività per area coltivata, svolgendo anche una funzione essenziale nel benessere della comunità. "Nutriamo il corpo con verdure e frutta, ma chi nutre l'anima sono i fiori, il benessere e il paesaggismo", ha osservato Zanoni.
Percorsi nel mercato e il contatto con la terra
L'incontro ha offerto l'opportunità di scambio di esperienze tra chi sta iniziando la formazione e professionisti già affermati nel mercato. Laureato nel 2022, il neo-laureato Guilherme Bortoluzzi Pereira è tornato nel campus per condividere la sua esperienza professionale. Dal 2021, prima ancora di completare il tecnico, Guilherme lavora presso la Fundação Antônio Meneghetti, nel Recanto Maestro, dove gestisce aree verdi e guida team nella formazione di giovani in giardinaggio e paesaggismo.

Per il professionista, la struttura pratica vissuta alla Floresce e i viaggi tecnici del corso sono stati determinanti per la sua attività nel mercato. "Il corso offre una solida base tecnica e permette di mettere in pratica ciò che si impara in teoria, fornendoci la fiducia necessaria per affrontare il mercato del lavoro", sottolinea Guilherme. Egli ribadisce anche la dimensione umana della professione: "Il contatto con la terra e il ritmo della natura portano una prospettiva diversa sulla vita e contribuiscono direttamente alla formazione umana".
Istruzione pubblica e nuove opportunità in ogni fase della vita
La diversità dei percorsi tra gli studenti è una delle caratteristiche distintive del corso. Tra gli studenti del primo semestre c'è Gilberto Nogueira da Silva, di 62 anni. Dopo quasi quattro decenni di attività in medicina e pianificando la pensione, Gilberto ha deciso di tornare nelle aule universitarie dopo più di 40 anni per imparare a coltivare piante e qualificare lo spazio della fattoria dove risiede.
Per lo studente, la formazione tecnica si distingue per la possibilità di applicare rapidamente le conoscenze acquisite. Dopo più di quattro decenni dalla sua prima esperienza universitaria, Gilberto è rimasto sorpreso dalla velocità con cui i contenuti appresi in aula sono diventati parte della sua routine. "In questi due mesi sono riuscito ad imparare molte cose che pensavo forse non avrei mai imparato o che avrei imparato impiegando più tempo. E, dato che ho l'opportunità di mettere in pratica ciò che imparo qui, ciò che ho già imparato lo sto già mettendo in pratica a casa", racconta.
Testo e foto: Gabriele Mendes, studente di Giornalismo e borsista dell'Agenzia di Notizie
Editing: Lucas Casali