
Comprendere il profumo significa seguir il suo percorso attraverso diversi cammini. Il primo è l'olfatto, che è la parte del corpo responsabile della trasformazione delle molecole in un'esperienza sensoriale. Successivamente, c'è la chimica, che spiega la composizione dei profumi e le possibilità di creazione. La storia mostra come diverse società abbiano prodotto, utilizzato e attribuito valore ai profumi. Quando il profumo incontra la moda, entra in un sistema ancora più ampio di costruzione dell'aspetto, dell'identità e della distinzione.
In questo incontro con la moda, il profumo smette di essere solo una sostanza profumata e si trasforma in oggetto culturale. Come un vestito, un gioiello o un taglio di capelli, un profumo può dire qualcosa su chi lo utilizza. Un flacone non contiene solo un liquido profumato, ma anche tutto ciò che la società ha imparato a riconoscere e associare ad esso. Quando un profumo è firmato da un stilista, condivide i valori e le immagini costruite dal suo marchio. Il consumatore non compra solo un profumo, ma anche la possibilità di incorporare parte di quella narrazione nella propria identità.
Nel caso dei profumi brasiliani, questa costruzione permette di osservare come determinate immagini del Brasile vengono prodotte e diffuse. I profumi possono mobilitare riferimenti alla natura, alle materie prime, ai paesaggi, ai ricordi e ai modi di vita associati al paese. Queste riferimenti non formano una rappresentazione unica o definitiva dell'identità brasiliana, ma rivelano diversi modi di immaginare cosa significhi essere brasiliano e di trasformare quell'idea in un'esperienza sensoriale.
La semiotica offre strumenti per comprendere questo processo, poiché permette di analizzare come diversi elementi si articolano per produrre significato, fornendo le domande necessarie per una visione più approfondita. Nel profumo, ciò significa osservare simultaneamente la fragranza, il nome, il flacone, l'imballaggio, le immagini, i discorsi pubblicitari, il corpo e le situazioni in cui il prodotto viene utilizzato.
Ampliando la visione analitica sul mondo, la semiotica diventa rilevante in un momento caratterizzato dalla moltiplicazione delle informazioni. Maggiore è la quantità di dati che circolano, maggiore è la necessità di strumenti in grado di interpretarli criticamente. Con questi strumenti, possiamo comprendere meglio come questi dati comunicano e quali valori mettono in circolazione, diventando così spettatori emancipati e critici in un mondo in trasformazione.
Gli oggetti culturali sono testimonianze silenziose di queste trasformazioni, poiché registrano scelte che spesso appaiono banali, ma che rivelano modi di organizzare la vita. Ciò che indossiamo, ciò che sentiamo, come arrediamo una casa, quali immagini consumiamo e quali marchi scegliamo, non riguardano solo il gusto individuale, ma anche il contesto culturale in cui viviamo.
Il profumo occupa un posto singolare in questo insieme, poiché agisce in modo sensoriale. Non ha bisogno di essere visto per produrre presenza. È una forma di comunicazione che avviene nel corpo e nello spazio, spesso anche prima che esista un'intenzione esplicita di comunicare.
Questo sguardo sulla profumeria integra la mia ricerca di dottorato, in corso nel Programma di Post-Graduazione in Tessile e Moda dell'Università di San Paolo, sotto la guida della professoressa semiotica Claudia Regina Garcia Vicentini, avvicinando l'universo dei profumi agli studi sulla moda, cultura e produzione di significati. Mettendo la profumeria in dialogo con la semiotica, l'indagine cerca di elucidare come ciò che usiamo e consumiamo è anche un modo per comprendere chi siamo e come costruiamo la nostra vita in società.
________________(Le opinioni espresse negli articoli pubblicati sulJornal da USPsono interamente di responsabilità dei loro autori e non riflettono opinioni del giornale né posizioni istituzionali dell'Università di San Paolo. Accedi qui ai nostriparametri editoriali per articoli di opinione.)
