La Corte Suprema Federale (STF) ha dichiarato infondato, mercoledì 3 settembre, l'Azione Diretta di Incostituzionalità (ADI) 5982, che contestava disposizioni della Legge Complementare n. 75/1993 relative al potere di requisição del Ministero Pubblico. La decisione conferma la validità di uno degli strumenti principali a disposizione del Ministero Pubblico per l'esercizio delle sue funzioni extrajudiziali in tutto il paese.
Nel suo parere iniziale, il relatore, il ministro Nunes Marques, propose un'interpretazione che consentirebbe all'amministrazione pubblica destinataria delle richieste di rifiutare motivatamente il loro adempimento, trasformando, in pratica, la richiesta in una specie di sollecitazione. Nella prima sessione, tenutasi il 20 agosto, tale interpretazione aveva ottenuto il sostegno di quattro ministri, mentre la divergenza sostenuta dal ministro Flávio Dino difendeva la preservazione del potere ministeriale. Nella ripresa del giudizio, il ministro Cristiano Zanin modificò il suo parere e si schierò con la divergenza. Successivamente, i ministri Alexandre de Moraes, Luiz Fux, Dias Toffoli ed Edson Fachin votarono per la totale inammissibilità dell'atto. Alla fine, i due dispositivi contestati furono dichiarati inammissibili, con la maggioranza a favore della preservazione del potere di richiesta.
Il risultato assicura la possibilità per la Procura di richiedere informazioni, documenti, esami e perizie, nonché servizi temporanei e mezzi materiali necessari per lo svolgimento di attività specifiche. Si tratta di uno strumento essenziale per l'attività extragiudiziaria e per la difesa efficace di diritti sociali e individuali inalienabili, in particolare in settori come l'ambiente, il patrimonio pubblico, l'urbanistica e la protezione di bambini, adolescenti, anziani e persone con disabilità. Un'eventuale restrizione potrebbe compromettere significativamente la capacità di indagine e di azione della Procura senza la necessità di una precedente attivazione giudiziaria delle richieste.
Nel corso dell'intero processo, la Linea Unificata del Ministero Pubblico Strategico (LUME), un'agenzia del CNPG dedicata all'attività strategica e coordinata nei confronti dei Tribunali Superiori, ha operato costantemente nel monitoraggio del processo e nel dialogo istituzionale, contribuendo a presentare ai ministri della Corte Costituzionale le basi che dimostrano l'importanza del potere di requisition per il compimento della missione costituzionale del Ministero Pubblico.
Per LUME/CNPG, la decisione conferma non solo una prerogativa istituzionale, ma anche gli strumenti necessari affinché la Procura della Repubblica possa agire in modo rapido ed efficace nella difesa della società. Il risultato evidenzia, inoltre, l'importanza dell'azione unificata, strategica e coordinata dell'istituzione nei confronti dei Tribunali Superiori, rafforzando la capacità istituzionale di difendere le proprie attribuzioni costituzionali.

